A proposito di ghosting. Dopo esserti sorbita i Cahiers de Doléances del Maschio Moderno volumi I, II, III e IV, sarebbe ingeneroso da parte tua non dare ascolto anche alla controparte femminile, dalla quale ti farai però brutalizzare soltanto al telefono o in videochiamata, poiché ti sei data poche regole, ma chiare: correrai il rischio di ammalarti solo se in palio c’è una potenziale scopata.
Nelle cronache della vita sentimentale delle tue amiche, la psicopatologia assume tinte tra il gotico e il grottesco in perfetto stile McGrath, che gettano una nuova luce sul sorriso beato e sereno che hai intravisto talvolta sotto i baffi di certe suore votate alla castità.
Quelle (ancora) fidanzate o sposate ti parlano da un Purgatorio popolato di suocere mefistofeliche, cognate borderline, e rubriche del congiunto zeppe di nomi di compagni di calcetto la cui esistenza sarebbe più difficile da dimostrare di quella di Dio. Peraltro, alla luce delle recenti restrizioni in materia di sport da contatto praticati a livello amatoriale, immagini che in breve, nelle suddette rubriche, tutti i “Valerio Calcetto” saranno prontamente sostituiti da altrettanti “Valerio Fantacalcio”.
Da coloro che si trovano ad essere single di ritorno da più tempo di te, giungono resoconti piuttosto allarmanti, per la gran parte accomunati dal verificarsi di un fenomeno paranormale che, certo, esisteva anche dieci anni fa, ma ora pare diventato di tendenza: il ghosting, appunto.
All’inizio tutto sembra procedere secondo i piani: lui infligge alla malcapitata le lagne di cui sopra; lei finge di ascoltare (a volte qualcuna ascolta davvero, comunque); le uscite si susseguono, intervallate magari da messaggini affettuosi; nei casi più clamorosi, la colonna sonora è un crescendo rossiniano di promesse e progetti; lei, legittimamente, pensa di aver conficcato la fiocina nel fianco del dentice, ed è allora che succede: lui scompare. Eccezionalmente, la smaterializzazione è preceduta dal Sim Sala Bim del Mago Silvan: un messaggio distaccato, fintamente cordiale, che però non lascia spazio a repliche. Ma il più delle volte il tutto avviene senza una parola. Semplicemente, un attimo prima i due stavano scegliendo un set di cuscini all’Ikea, un attimo dopo lui si volatilizza come Batman ogni volta che il commissario Gordon distoglie lo sguardo. Questi racconti sono talmente copiosi che, una volta esauritasi la vena delle saghe familiari, il ghosting potrebbe assurgere a nuovo filone letterario. Probabilmente se Alberto Castagna fosse ancora vivo, oggi condurrebbe Chi l’ha visto?.
Non trovi incomprensibile che un maschio sano di mente decida di fuggire a gambe levate di fronte ad alcune ragazze che conosci: la liturgia del Perché io valgo ha privato molte di loro della benché minima capacità di fare un’onesta autoanalisi e di comprendere, al termine dell’autoanalisi medesima, di essere delle insopportabili rompicoglioni.
Ciò che reputi inaccettabile è che il maschio sano di mente in questione se la batta così, alla chetichella, senza disturbarsi a fornire uno straccio di scusa. Non foss’altro per rispetto della fatica che è costata alla donna quell’impresa titanica che è, oggi, ottenere un appuntamento.
Contrariamente a quanto si pensi infatti, nel 2020 sono gli uomini single le prede da attirare fuori dalla loro tana. Se ne stanno preferibilmente tra di loro, come pazienti psichiatrici raccolti in gruppi di auto-aiuto. Si telefonano e si mandano messaggi con la stessa frequenza di ragazzine del ginnasio. Hanno un codice linguistico del tutto impenetrabile per chi non appartenga alla cerchia degli eletti. Vanno a cena e in vacanza solo tra di loro. Si dedicano esclusivamente ad attività scacciafiga quali il padel, il paintball, il Fantacalcio (che, a differenza del calcetto degli uomini fidanzati e sposati, praticano sul serio e con grande pathos). Salvo rare eccezioni, guardano con sospetto qualsiasi esemplare femmina che, spinto dalla fisiologica necessità di accoppiarsi o sostituire una lampadina, tenti un approccio, e, qualora un membro del branco dovesse finire tra le grinfie della maliarda, verrà trattato come un traditore e un paria, finché la provvidenziale rottura non ripristinerà l’equilibrio.
Conservi il vago ricordo del tempo in cui i ragazzi avevano ancora sufficienti riserve di testosterone in corpo da scattare sull’attenti non appena una ragazza nel raggio di un pieno di benzina lanciasse un timido segnale di disponibilità. A dispetto di ciò che senti raccontare, sei ancora dell’idea che gli uomini siano dei simbolici Big Jim: schiacci il tasto ed esce lo sfacimm’, mentre oggi, a quanto pare, tutte le strade li portano ad altre campagne. Quando ti abbandoni a queste nostalgiche considerazioni sulla decadenza del cantautorato italiano, la tua psicoterapeuta sente il bisogno di rammentarti che “i maschi non sono tori da monta”, come invece tu sembri supporre. Eppure, insisti, l’ultima volta che hai controllato, era così: i ragazzi erano effettivamente tori da monta, con un solo ed unico oggetto del desiderio. Poi, cos’è capitato? Come mai oggi gli uomini sono diventati le nuove donne? Ti torna in mente un articolo che parlava di merendine farcite di ormoni, ma non riesci a ricordare se l’effetto di questi ormoni fosse quello di far crescere le tette alle bambine o ai bambini. Del resto, il fatto che tu abbia individuato la Girella Motta come la principale responsabile della débacle del maschio la dice lunga sul tempo trascorso dalla tua ultima Toro-Da-Monta-Experience. Quelle serate in discoteca in cui bastava un niente, un ammiccamento e mezzo centimetro di gonna in meno, e ti ritrovavi la lingua di un perfetto sconosciuto avviluppata all’ugola, ora ti sembrano scene da pittura rupestre.
Vieni persino attraversata da un dubbio lancinante: e se quelli che dicono di andare a giocare a calcetto, andassero veramente a giocare a calcetto? L’ultimo baluardo delle tue inossidabili convinzioni ti si sbriciola sotto gli occhi.
Sforzandoti di rimuovere per un momento dall’orizzonte una pandemia mondiale che ti renderebbe impossibile verificare sul campo i tuoi timori, esamini le circostanze o categorie all’interno delle quali sarebbe ancora possibile procacciarsi del sesso, ma: non frequenti le palestre, non sei una specializzanda del Seattle Grace Hospital, non sei abbastanza fotogenica per darti al porno ed è troppo tardi per cercare di entrare negli scout. In pratica, non scoperai mai più. Ti ripeti di non precipitare le cose come tuo solito, ma per quanto cerchi di mantenere la calma, riesci a vedere davanti a te solo un futuro di bidet fatti con l’antiruggine. Ormai sull’orlo di una crisi isterica, lanci occhiate ostili alla tua libreria domandandoti a quante scopate perse corrisponde il monte ore che hai passato a leggere negli ultimi vent’anni, e quando includi nel computo le statisticamente possibili eiaculazioni precoci, la cifra che salta fuori è da capogiro! Mentre perdevi diottrie su diottrie, le riserve mondiali di testosterone andavano prosciugandosi e tu non ti sei accorta dei segni che annunciavano l’Apocalisse, come l’avvento dei metrosexual (capostipite, in tempi non sospetti, l’immarcescibile David Beckham) e il coming out di Ricky Martin.
No, non è possibile, ti dici, e continui a spremerti le meningi finché non individui l’unico tipo umano ancora interessato alla passera: il bagnino romagnolo. Certo, ci vorranno mesi prima che tu possa sincerartene, e non è detto che arriverai all’estate senza essere internata. Ma se c’è una speranza, una remota speranza di scopare, è annidata in una microscopica palafitta bianca in cima ad una scaletta di legno con vista sul bagnasciuga. Il bagnino romagnolo è probabilmente l’ultimo depositario della fregola, l’ultimo paladino della patacca, l’ultima incarnazione del maschio italico: il bagnino romagnolo è il cavaliere crociato che da settecento anni custodisce il Graal nella cripta del tempio di Alessandretta, e tu sei Indiana Jones.
(continua)
