Johannes Gutenberg completa la stampa del primo libro: la Bibbia.
Caso editoriale da 4 miliardi di copie, la Bibbia di Gutenberg balza subito al primo posto in classifica, dove rimarrà stabile. Almeno finché non verrà stampato un altro libro. Alla versione originale, in ebraico e greco, seguono accurate traduzioni in tutto il mondo, che contribuiscono a determinare uno dei maggiori successi di vendita degli ultimi 500 anni.
Dio si attesta quindi come scrittore più ricco secondo Forbes, venendo scalzato, soltanto nel 2017, da J.K. Rowling. Certo, la scelta di pubblicare come primo libro quello di un noto influencer denota un’evidente mancanza di coraggio da parte della nascente editoria, e creerà il precedente per un fenomeno destinato a deflagrare ai giorni nostri con le autobiografie di Tommaso Zorzi e Camihawke.
Ancora oggi vengono organizzate presentazioni e letture pubbliche di brani della Bibbia a cadenza settimanale, il che rende questo romanzo un long seller da record.
La trama, forse a tratti un po’ intricata, si snoda attraverso l’esplorazione di diversi generi, dallo storico all’apocalittico, dall’epistolare al legislativo: espediente che allarga il target e mantiene sempre viva l’attenzione dei lettori. I primi capitoli, inoltre, anticipano due di quelle che diventeranno, secoli dopo, vere e proprie tendenze in ambito letterario: un’imponente saga familiare ambientata in uno scenario distopico.
Il libro è suddiviso in due parti. Nella prima, unioni incestuose e accoppiamenti tra consanguinei, episodi di violenza domestica e faide spietate per ottenere la leadership ispireranno, con impercettibili variazioni, gli autori della soap Centovetrine.
La seconda parte segna un notevole cambio di passo: la narrazione si concentra su un unico protagonista, un ragazzo dai misteriosi natali dotato di superpoteri. Poi, inaspettatamente, da quello che diventerà l’impianto tipico dei fumetti Marvel, assistiamo ad un deciso scivolamento verso i toni del legal drama: viene raccontato, dal punto di vista di quattro testimoni, un clamoroso caso di malagiustizia che culmina (spoiler alert!) in un’esecuzione sommaria con finale a sorpresa. Una volta venuto meno il protagonista, il seguito non riesce forse a mantenere alta la tensione narrativa, le vicende dei comprimari non suscitano lo stesso interesse nel lettore e la sospensione dell’incredulità su cui si basa il successo di un romanzo come questo risulta sempre più fragile. La trama riprende però decisamente vigore negli ultimi capitoli, che sono la fine del mondo.
