Giovanni Keplero scopre la terza legge del moto dei pianeti.
Ricordiamo rapidamente anche le prime due.
Prima legge del moto dei pianeti: non si parla del moto dei pianeti.
Seconda legge del moto dei pianeti: non dovete parlare mai del moto dei pianeti.
Terza legge del moto dei pianeti: il quadrato del periodo di rivoluzione di un pianeta attorno al Sole è proporzionale al cubo della sua distanza media dal Sole stesso.
L’interesse di Keplero per l’astronomia risale addirittura all’infanzia. Sembra infatti che avesse soltanto cinque anni quando domandò al padre se ci fosse vita su Marte. L’uomo gli rispose: Forse un po’ il sabato sera. Da quel giorno la battuta divenne un tormentone tra i cittadini di Weil der Stadt, e il piccolo Giovanni decise che si sarebbe dedicato alle ricerche sui corpi celesti.
Indirizzato agli studi ecclesiastici presso un seminario locale s’innamora dell’abate, il quale però non lo ricambia per sopraggiunti limiti di età: Keplero aveva infatti già quattrodici anni.
Impiegò la prima fase delle sue ricerche per rispondere alla domanda: tolemaico o copernicano? che era un po’ il vaginale o clitoridea? del XVI secolo.
Divenuto docente di matematica all’Università di Gratz, Keplero aveva il compito di redigere annualmente un almanacco. L’edizione del 1595 pronosticava un inverno particolarmente rigido, sanguinose rivolte contadine e l’invasione dell’Austria da parte dei Turchi. L’avverarsi di tutte le previsioni valse a Keplero il premio della critica Mia Martini.
L’astronomo tedesco si basò sulla geometria euclidea, sul modello già scoperto da Copernico e sui dati raccolti dal danese Tycho Brahe, per formulare le leggi originariamente note con il nome di E grazie al cazzo, successivamente ribattezzate leggi sul moto dei pianeti.
Una vita dedicata allo studio e totalmente priva di svaghi gli regalò una grave forma di tendinite e un vivace interesse per il campo dell’ottica, che lo portò ad elaborare innovative teorie sulle lenti e concetti fondamentali sul meccanismo di visione.
A Keplero sono intitolati il telescopio spaziale della NASA, un asteroide, un cratere lunare, una stella nana gialla e un seggiolino auto per bambini sotto i cinque anni.
