Il 12 aprile 1992 apre, a Marne-la-Vallée, Euro Disney.
Dopo il successo dei parchi di Los Angeles, Orlando e Tokyo, la Walt Disney Company decide di conquistare l’Europa puntando sulla località di Marne-la-Vallée, a 32 km da Parigi. Gli intellettuali francesi insorgono contro quella che ritengono una forma di imperialismo che incoraggerebbe il malsano consumismo statunitense, definendo il progetto una Černobyl’ culturale. L’amministratore delegato della Disney, Michael Eisner, replica: – Che mangino Donuts!
Motivo di scontro sono anche le regole di comportamento imposte ai dipendenti, ai quali sono vietati gioielli, tagli particolari di barba e capelli, e tatuaggi. I dirigenti però fingono di ignorare il fatto che Paperino non indossi le mutande dal 1934.
Per ospitare e intrattenere i visitatori, vengono costruiti 7 hotel e 29 ristoranti, oltre a numerose aree di divertimento e di shopping. Non mancano ovviamente gli omaggi a Walt Disney, come il museo del satanismo e quello della massoneria.
Il 12 aprile 1992, Euro Disney apre ufficialmente le porte. Sono attese oltre 500.000 persone, trasportate da almeno 90.000 automobili. Ma a mezzogiorno nel parcheggio non se ne contano nemmeno 20.000. Secondo la questura, sono meno della metà.
Per attirare un maggior numero di visitatori, viene deciso di servire, all’interno del parco, anche bevande alcooliche, con grande soddisfazione di Mauro Repetto.
Appena un mese dopo l’apertura, un quarto dei dipendenti si dimette a causa delle pessime condizioni di lavoro. Evidentemente, come il Principe Azzurro ha creato nelle bambine aspettative irrealizzabili quanto alle relazioni sentimentali, i Sette Nani hanno creato nella Walt Disney Company aspettative irrealizzabili quanto allo sfruttamento dei lavoratori.
Nell’estate del 1993 viene inaugurata una nuova montagna russa, ma l’attrazione venne subito chiusa per problemi ai freni d’emergenza. Il macchinista viene assunto a Parigi come autista del miliardario Dodi Al Fayed.
Il 2005 è l’anno della rinascita: grazie ad un’efficace operazione di marketing, Disneyland Paris diventa la destinazione turistica numero uno in Europa, superando, per numero di visitatori, il Louvre, la Tour Eiffel e l’interno coscia di Carla Bruni.
