Il 17 maggio è la Giornata mondiale contro l’omofobia.

Infatti, proprio il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità rimuove l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. E la aggiunge all’elenco di quelle sessualmente trasmissibili, dopo che numerosi studi scientifici hanno dimostrato che c’è una cosa che piace a molti, e una che piace a tutti.

Sebbene siano trascorsi più di trent’anni, ancora troppe persone vengono discriminate per il loro orientamento sessuale, come sa bene la compagna di Renato Brunetta.

Se ogni volta che l’onorevole Pillon apre bocca un omosessuale perde i suoi glitter, eccezionalmente liberal è invece la posizione di Matteo Salvini, che afferma: – Non ho niente contro i gay, ma non vorrei mai che mia figlia ne sposasse uno.

La questione dei matrimoni gay rimane molto dibattuta. Ultimamente la Chiesa ha mostrato segnali di apertura in merito, ammettendo che gli omosessuali si possano sposare, purché non tra di loro.

Papa Francesco ha di recente dichiarato di riconoscere i gay: se adesso ci facesse la cortesia di dirci come fa, ci risparmieremmo un sacco di appuntamenti inutili.

In molti paesi si sta lavorando ad una legge che vieti la terapia di conversione: una pratica pseudoscientifica intesa a cambiare l’orientamento sessuale di una persona dall’omosessualità originaria all’eterosessualità. Tante le tecniche utilizzate, dalla lobotomia all’esorcismo. Una delle più efficaci sembra sia quella di far ascoltare ai pazienti le canzoni di Michele Bravi al contrario.

Secondo alcuni, la psicanalisi potrebbe servire a guarire dall’omosessualità. Del resto, Freud stesso riteneva l’omosessualità il risultato di un complesso di Edipo mai superato. In effetti, dopo aver sentito certi maschi parlare delle loro madri, la tentazione di diventare lesbica è venuta anche a me.

La terapia di conversione è strettamente legata al cosiddetto movimento degli ex-gay, che vede al suo interno una fortissima componente religiosa molto vicina ad ambienti ecclesiastici. Evidentemente, al termine del percorso si avverte un incontenibile desiderio di bambini.