Il 3 maggio 1991 viene trasmesso l’ultimo episodio della soap opera Dallas.
Per anni, il mondo aveva seguito con il fiato sospeso le vicende di una ricca famiglia di spregiudicati petrolieri texani, impegnati in una scalata al potere senza precedenti. Ma ora basta parlare dei Bush.
La trama di Dallas ruota attorno alla rivalità tra gli Ewing e i Barnes, un tempo soci in affari e ora acerrimi nemici. Un po’ come Katy Perry e Taylor Swift, solo con meno spargimento di sangue.
Indimenticabile protagonista della serie, John Ross Ewing, più noto come J.R., interpretato da Larry Hagman. In breve, il personaggio di J.R. diventa il cattivo per eccellenza, paragonabile ad Alexis di Dinasty, a Stephanie di Beautiful e alla Santanché di Fratelli d’Italia.
I diritti della serie, prodotta negli Stati Uniti dalla CBS, vengono acquistati da Rai 1, che però, per errore, manda in onda alcuni episodi della prima e della seconda stagione, in ordine sparso senza rispettare l’ordine cronologico e saltando alcune puntate. Tuttavia, come per i film di Terence Malik, nessuno sembra accorgersene.
Dopo appena qualche mese, Dallas passa su Canale 5 e conquista gli italiani con una trama sempre più incentrata su capitalismo e scandali sessuali. Inutile la battaglia legale di Silvio Berlusconi, che cercherà di ottenerne retroattivamente la deducibilità dalle tasse come spese di propaganda elettorale.
Dallas riscrive per sempre le regole della soap opera e rende il cliffhanger uno standard. L’episodio conclusivo della terza stagione, dal titolo Chi ha sparato a J.R.? detiene ancora il record di 360 milioni di telespettatori nel mondo e uno share del 76% negli Stati Uniti. Un summit di esperti di balistica come non si vedeva dalla Commissione Warren.
Il fenomeno è talmente pervasivo che, negli anni Ottanta, il governo comunista di Nicolae Ceaușescu decide di mandare in onda alcuni episodi di Dallas con l’obiettivo di instillare nella popolazione rumena il disprezzo per la ricchezza, il lusso e il benessere. Come se la CEI promuovesse la messa in onda di Temptation Island per incentivare il decoro e l’astinenza sessuale.
