Nasce il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, in occasione della quinta edizione dello Zecchino d’Oro.

Il Piccolo Coro viene fondato da Mariele Ventre, storica collaboratrice dei frati dell’Antoniano, alla quale, da acuta osservatrice, non era sfuggita la forte sintonia tra preti e bambini.

Sulla scia della brillante intuizione di Mariele Ventre, il Piccolo Coro dell’Antoniano è stato spesso oggetto d’interesse da parte della Chiesa: si è esibito infatti davanti a tre papi, e nel 2015 ha preso parte al Sinodo dei Vescovi in Sala Nervi, a Roma, animando quelle che, in seguito, sono state definite da alcuni alti prelati, cene eleganti.

Il Papa emerito Ratzinger, invece, non ha mai nascosto una certa diffidenza rispetto ai componenti del Piccolo Coro, dichiarando, in una recente intervista: “Mi piacciono i bambini, ma non quelli che cantano troppo”.

Il Piccolo Coro deve il nome al fatto che la sua formazione originaria contasse appena 5 bambini, che con il tempo arrivarono però fino a 80. Un po’ come lo stabilimento della Nike in Cambogia, ma con la musica.

A febbraio hanno luogo le selezioni per i nuovi coristi. Sebbene uno dei requisiti per essere ammessi al Piccolo Coro dell’Antoniano sia risiedere nella città metropolitana di Bologna (motivo per il quale, ogni anno, Mario Giordano viene rimbalzato come i Jalisse a Sanremo), oggi ne fanno parte bambini di diverse nazionalità tra cui quella argentina, bengalese, ucraina e filippina, a riprova del fatto che gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare.

A proposito di Sanremo, nel 2017 la formazione completa del Piccolo Coro dell’Antoniano viene invitata al Festival da Carlo Conti, costretto a ridurre il numero degli ospiti a causa dello sforamento del budget dovuto alla partecipazione, nel 2015, della famiglia Anania.

La storia del Piccolo Coro dell’Antoniano è stata raccontata in diversi film, come I ragazzi dello Zecchino d’oro e Il caso Spotlight.