IL 22 febbraio è il World Thinking Day, giornata mondiale dello scautismo, nel giorno della nascita di Robert Baden-Powell
Lo scoutismo è una sindrome gravemente invalidante, che colpisce ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 8 e i 19 anni circa, scoperta dal tenente inglese Robert Baden Powell.
Assegnato alla regione africana del Metabeleland, Baden Powell ebbe occasione di osservare un curioso fenomeno che riguardava i giovani delle tribù stanziate in quell’area. Studiandone i comportamenti, infatti, individuò alcuni tratti tipici di ciò che poi chiamerà scoutismo, tra i quali: l’esigenza di spostarsi sempre in gruppo emettendo versi molesti, meglio se con l’accompagnamento di una chitarra; uno smodato bisogno di dedicarsi a qualsivoglia occupazione manuale per sopperire a deficit cognitivi; il rifiuto dell’igiene personale e del benché minimo gusto nel vestire; l’inspiegabile desiderio di vivere in condizioni disagevoli e dormire all’aperto nonostante la presenza di strutture alberghiere nel raggio di pochi chilometri.
In origine lo scoutismo colpiva principalmente i maschi, da cui il termine specifico boy scout, ma poi, dato il preoccupante aumento dei casi anche all’interno della popolazione femminile, si preferì il più inclusivo scout.
Il riconoscimento dello scoutismo come sindrome permise a molte famiglie, in Europa e negli Stati Uniti, di trovare finalmente una spiegazione ai comportamenti bislacchi di adolescenti e preadolescenti, prima definiti semplicemente problematici, che da allora vennero radunati in gruppi di auto-aiuto (noti come squadriglie o pattuglie scout) sotto la supervisione di pazienti più anziani. Anni dopo, Vincenzo Muccioli si ispirerà a questo modello terapeutico per la sua San Patrignano.
Uno dei tratti fondamentali dello scoutismo, secondo lo stesso Baden Powell, è la fratellanza: pare infatti che essere nati dall’unione tra consanguinei favorisca non poco lo sviluppo di tale sindrome.
A differenza di altre patologie simili, lo scoutismo non darebbe sterilità. Almeno a giudicare dall’alto numero di gravidanze indesiderate al rientro dai campi scout ogni week end.
Secondo le stime più recenti, oggi soffrono di scoutismo più di 40 milioni di persone nel mondo. Tuttavia è ancora pesante lo stigma che marchia coloro che ne sono affetti. Anche per questa ragione, con il tempo si è assistito ad un progressivo avvicinamento a queste realtà da parte della Chiesa, da sempre attenta ad intercettare e farsi carico delle categorie più fragili.
