
Un’altra splendida ciaspolata al Corno alle Scale con @cooperativa_madreselva
E mi dico che ciaspolare è per tutti, sciare forse no. Eppure la supremazia dello sci si sente anche in un piccolo comprensorio (gioiello) come questo. Ieri sulle piste pedonali abbiamo più volte dovuto metterci da parte per non essere travolti da snowboarder e sciatori che scendevano a manetta, perché? Non c è il cartello a segnalare che sono riservate ai pedoni. Però se con le ciaspole osi fare tre passi a bordo pista ti coprono di neve con una frenata. Per anni non ho sciato perché costava troppo e perché non amo la velocità. Mi piace risalire e scendere con le mie forze. Non vedo davvero l’utilità dello skilift o della seggiovia. Devastano la montagna e spesso cedono. Rovinano completamente il panorama. La neve battuta è un concetto contro natura. Le piste da sci nelle aree dove le nevicate sono scarse richiedono altissimi costi in termini di acqua e energia. Secondo me se uno può sciare in discesa può anche arrivare in cima sulle sue gambe. E mi chiedo se è proprio nei piccoli comprensori dell’Appennino che deve essere realizzata la rivoluzione lenta. Eliminare gli impianti di risalita e finanziare i rifugi presenti sul territorio, dando nuovi mezzi, formare personale, concentrare gli sforzi sulla manutenzione e la tutela del parco, creare nuovi percorsi, proposte, servizi. E invece scopro che le cooperative, le associazioni , le realtà del terzo settore che in questi anni hanno contribuito con duro lavoro allo sviluppo di queste zone, portando gente da tutte le province limitrofe e oltre (che ovviamente utilizzano strutture alberghiere, ristoranti e altri servizi), non solo non vengono premiate dalle istituzioni ma sono addirittura invise alle società che gestiscono gli impianti di risalita che li escludono dai tavoli decisionali: perché i loro clienti non fanno lo skipass. Questo modello orientato solo al denaro veloce e facile è tristemente obsoleto. Basta divisioni, teniamo insieme le nostre montagne unendo le forze di tutti…
