– Ciao! Oggi voglio presentarti una mia amica.
– Da quando tu hai degli amici?
– Io ho un sacco di amici: tutti i social, ad esempio, con quel senso di inadeguatezza e di inferiorità che regalano certi profili Instagram. E hai dato un’occhiata su Facebook ultimamente? Un tripudio di paure immaginarie e notizie allarmanti costruite ad arte, e nessuno che si prenda la briga di verificarle. Per non parlare di Google: non sai quanti ipocondriaci che avevo già dato per dispersi ho recuperato grazie a quelle pagine in cui semplicemente digitando i tuoi sintomi un medico laureato all’Università della vita ti sforna la diagnosi. È lo stesso principio di Giallo Zafferano: sai la sezione in cui puoi inserire gli ingredienti che hai nel frigo e loro ti dicono cosa potresti cucinare? Ecco, così, ma invece che “lasagne ai carciofi” viene fuori “lupus”, o “SLA”.
– Hai di nuovo  sbirciato nella cronologia del mio pc?
– No, figurati. È che ho notato che hai perso forza nella mano  sinistra e mi chiedevo…
– Piantala!
– Sto scherzando! Comunque, lei è Fomo!
– FOMO? E che nome è?
– È anglosassone. Sta per Fear Of Missing Out.
– Ha origini nobili, per caso?
– Non fare la spiritosa e cerca di trattarla con il dovuto rispetto. È come me, ma più in grande.
– Meraviglioso, mi pareva che fossi già abbastanza ingombrante tu da sola. E che ci fa qui?
– Fomo è arrivata da poco, non essere scortese.
– Non mi pare sia molto loquace, la tua amica.
– Oh, non farci caso, è fatta così. Mentre fa qualcosa, ha già la testa da un’altra parte. Sai quando ricevi l’invito ad una festa, e mentre sei lì pensi ossessivamente a tutte le altre feste alle quali non sei, e invece di goderti il momento ti tormenti con la sfilza di eventi ai quali avresti potuto partecipare e che sei stata costretta a scartare scegliendo quell’unica festa? Ecco. Fomo arriva proprio in quel momento. Capirai che anche a lei i social hanno dato un bell’aiuto a farsi strada nel mondo.
– Mi dispiace deluderti, ma quando sono a una festa ho già abbastanza motivi per stare in apprensione per preoccuparmi contemporaneamente di altre feste alle quali non ho potuto prendere parte. Anzi, se proprio devo dirtela tutta, non mi dispiace affatto starmene a casa e guardare dal divano le feste a cui vanno gli altri. Un po’ come passeggiare davanti alle vetrate di una palestra e fermarsi ad osservare dei pazzi che corrono guardando un muro. Lo trovo estremamente riposante.
– Questo perché oltre che ansiosa sei sociopatica.
– Grazie.
– Figurati. Ok, ok, dovrei conoscerti abbastanza da sapere che la defezione da eventi sociali di vario genere non ti turba per nulla. Allora senti qui. Prova ad immaginare di avere programmato un aperitivo con un paio di amiche su Whatsapp, perché una di loro  vi deve dare una notizia molto importante. Bene, proprio un’ora prima di vederle, Facebook ti segnala che quella stessa sera c’è la presentazione del libro dell’anno e che le ragazze del Club del Libro partecipano. Tutte. Quel senso di angoscia che provi nel momento in cui inizi a sospettare di aver puntato sul cavallo sbagliato, quella è Fomo. Se poi, dopo dieci minuti infernali in cui ti sei crogiolata nel dolore per la miseranda condizione umana che ti ha privata del dono dell’ubiquità, salta fuori che alle otto in punto Manuel Agnelli farà una diretta Instagram per parlare del suo nuovo album, prendi a maledire il destino cinico e baro, e ripercorri mentalmente tutte le serate inutili, di vuoto pneumatico, in cui non avevi assolutamente nulla da fare, nessuno da vedere, e ti chiedi perché Equilibrio e Giustizia siano spariti dall’Universo. Fomo è la controprogrammazione di Canale 5 la settimana del Festival di Sanremo. Inizio a rendere l’idea?
– Direi di sì.
– E, attenzione: tutto ciò anche se ormai sai perfettamente che la tua amica vi dovrà dare la lieta novella che aspetta un figlio. Ci potresti scommettere il cane. Tanto ormai è un’ecatombe. Non si può sollevare un bicchiere per un innocuo brindisi, che c’è qualcuna che se ne esce con “SONO INCINTA!”
– E lo sai bene, perché di solito in quel momento arrivi tu.
– Non penserai che possa lasciarti sola proprio in quel frangente.
– Ci mancherebbe.
– Ma il punto non è dibattersi tra cose che si desidera fare. Fomo ti fa bramare di partecipare a QUALSIASI evento religioso/aperitivo/commemorazione/conferenza/vernissage/party/baccanale/gruppo di alcolisti anonimi, per il solo gusto di esserci. E, questa è la parte più divertente: ci sei ma non ci sei davvero. Perché trascorri tutto il tempo a controllare le notifiche e gli aggiornamenti di tutto l’altrove e l’altrunque che hai, costretta ad una scelta, tuo malgrado scartato, con l’atroce certezza di esserti persa qualcosa, che gli altri siano impegnati in attività più interessanti o sensate o divertenti o proficue di te. E qui veniamo ad uno dei miei giochi preferiti: Il Circolo Vizioso! Sì, perché più bassa è la considerazione che hai della tua vita, più avrai l’impressione che le vite degli altri siano favolose, il che non farà altro che accrescere il disprezzo per te stessa e crescerà il desiderio di sapere cosa stanno facendo gli altri, a quali feste, a quali eventi stanno partecipando mentre io e te siamo in casa, sul divano.
– E, lasciami indovinare, a quel punto Fomo suona al campanello per passare la serata con noi.
-Esatto! Vedo che inizi a capire. Inoltre Fomo, come ogni fuorisede che si rispetti, ha un sacco di amici. Se siamo fortunate porterà anche Depressione, Disagio e Complesso  d’inferiorità. The Best Party In Town, Baby!
– Oh, yeah…

di @camillagalli1911
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